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Elena Cecchini, campionessa di ciclismo su strada

Elena Cecchini campionessa ciclismo, fidanzata Elia VivianiElena Cecchini, classe 1992, è campionessa italiana di ciclismo su strada e su pista. Atleta del Canyon-SRAM, squadra femminile tedesca, è affiliata al gruppo delle Fiamme Azzurre. 

Mentre il fidanzato Elia Viviani, campione olimpico a Rio 2016, vince il titolo italiano di ciclismo su strada, Elena si porta a casa la medaglia d'oro ai giochi del Mediterraneo di Tarragona a luglio 2018.

Per pedalare con il giusto sprint e fare il pieno di energia, Elena ha inserito la Spirulina Italiana in compresse nella sua dieta!
Leggi quello che ci ha raccontato nell'intervista.


Qual è la tua specialità sportiva? Perché è diversa dalle altre e qual è la sua peculiarità?

"Pratico ciclismo su strada e sporadicamente anche ciclismo su pista a livello internazionale. Mi piace definirmi un'atleta completa. Preferisco le gare di un giorno, le classiche competizioni di inizio stagione, e nelle gare a tappe punto alla vittoria di tappa piuttosto che alla classifica generale."


Da quanto tempo pratichi questo sport e quali sono stati i tuoi traguardi più importanti? Ce li racconti?

"Ho iniziato quando avevo 6 anni, quindi sono ormai 20 anni che pratico questo sport. Tra i traguardi più importanti sicuramente i titoli europei (medaglia d'argento agli Europei di ciclismo su strada Under23) e i titoli italiani (3 titoli italiani di fila dal 2014 al 2016), sia su strada che su pista, e due medaglie mondiali. A livello personale, sicuramente il miglior risultato è stato quello di poter partecipare alle Olimpiadi di Rio 2016." 


Quante ore ti alleni al giorno? Come è la tua giornata tipo? Normalmente cosa mangi?

"Gli allenamenti variano a seconda del momento della stagione. Solitamente inizio la preparazione a novembre, con allenamenti lunghi ma a bassa intensità. Una media di 3 ore e mezza, 4 ore fino ad arrivare a un massimo di 6 ore al giorno, unite a degli allenamenti in palestra per la forza. Ci sono molti giorni in cui faccio il doppio allenamento. Più si va avanti con la stagione e più le ore di allenamento si riducono ma aumenta l'intensità.

Ora che sono nell'ultimo mese della stagione (settembre 2018), tendo a fare una volta a settimana un allenamento piuttosto lungo (4, massimo 5 ore), però generalmente faccio 2/3 ore ad alta intensità: la stanchezza inizia a farsi sentire e quindi cerco di limitarmi a mantenere tutto il lavoro fatto durante l'anno.

A livello di alimentazione, anche qui dipende dal momento della stagione: d'inverno, quando il fisico è fresco e riposato, tendo a mangiare meno carboidrati rispetto a quelli che mangio durante le gare e gli allenamenti intensi, per cercare di mettere sotto stress il fisico e dimagrire. I ciclisti, anche se si fermano un mese soltanto, tendono a mettere su 2 o 3 kg, perché abituati a bruciare tantissimo durante gli allenamenti. Questo è normalissimo perché il fisico ha bisogno di riposarsi e tirare un momento il fiato al termine della stagione. Quando ricominciamo con la preparazione basta un mese in bici e una corretta alimentazione per ritornare al peso forma."

 
Quanta Spirulina prendi e in che modo?

"Solitamente prendo 2 grammi al giorno di Spirulina in compresse (corrispondenti all'incirca a 6/7 compresse), non tutti insieme, ma distribuendoli tra colazione, pranzo e cena. È un formato pratico che posso portare sempre con me."


La Spirulina ti piace perché...

"Per me che viaggio molto, la Spirulina è molto utile: è proprio durante i viaggi, nella routine tra allenamento e riposo, che le difese immunitarie sono più basse. La Spirulina la uso quando sono ai 100 all'ora, quindi praticamente sempre, sia in bici che nella vita quotidiana. Apprezzo molto la Spirulina: a livello fisico mi piace molto perché è il classico aiuto, un valido sostegno che però non appesantisce il fegato, essendo un alimento 100% naturale e vegetale. Per noi atleti questo è importantissimo."


Hai un aneddoto divertente da raccontare alle giovani atlete che si vogliono avvicinare al tuo sport?

"Quando ero piccolina e ancora non praticavo il ciclismo come professione, odiavo le salite. Ricordo che il mio allenatore di quei tempi un giorno mi ha portata a fare questa salita. Io non ne potevo più, ero stanchissima. Sono scesa dalla bici e me la sono fatta a piedi. Da quel momento però ho capito che per fare del ciclismo la mia professione e diventare un'atleta di livello dovevo armarmi di perseveranza e accettare la fatica. Ho cambiato mentalità imparando a farmi piacere anche le salite.
Molti
 reputano il ciclismo uno sport prettamente maschile, essendo così faticoso, ma io credo che le donne abbiano tantissimo da dare a questo sport: a livello di perseveranza, secondo me, abbiamo una marcia in più."


Quale è il ricordo sportivo che ti emoziona ancora adesso?

"Anche se ho vinto diversi titoli internazionali, se ripenso ai tre anni di fila (2014/2015/2016) in cui ho vinto il Campionato Italiano su strada mi emoziono ancora oggi. Sono stati anni davvero magici. Ricordarli mi mette sempre di buonumore."


Come è nata la tua passione per questo sport? Quando hai deciso che sarebbe diventata la tua vita?

"Ho iniziato un po' per gioco, anche se è stato un passaggio "naturale" perché è lo sport della mia famiglia: mio papà, mio zio, mio fratello e i miei cugini sono tutti appassionati di ciclismo e vanno in bici. Questo sport è diventato la mia passione quando ho iniziato a fare le gare con la nazionale. Avevo 17 anni. Il ciclismo è da sempre per me una scuola di vita."


Hai mai praticato altri sport?

"Ho fatto anche nuoto e ginnastica artistica, ma il ciclismo ha avuto la meglio fin da subito." 


I tuoi prossimi progetti ed obiettivi quali sono? Ci sono delle gare, dei campionati o dei tornei a cui punti prossimamente?

"Il 23 settembre 2018 avrò il Campionato del mondo di Crono a squadre a Innsbruck con la mia squadra di club e il 29 settembre la gara su strada con la Nazionale."