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Laura De Marco, giovane stella dei 3000 siepi

Laura De Marco, classe 1998, è una giovane campionessa di atletica leggera. Partita come tanti dai cross scolastici, dal 2015 si è specializzata nel mezzofondo trovando la sua dimensione nei 3000 siepi. Da lì in poi, tra un salto all’ostacolo e l’altro, inizieranno ad arrivare le prime soddisfazioni, tracciando un percorso che la porterà a conquistare una prestigiosa finale agli Europei U20 di Grosseto del 2017 a cui solo un improvviso attacco febbrile le impedirà di partecipare. Oggi Laura si divide tra lo studio (studia Social Media all'Università) e lo sport, pronta a tornare alla ribalta delle tanto amate piste d’atletica dopo qualche anno complicato dagli infortuni.

Qual è la tua specialità sportiva? Perché è diversa dalle altre e qual è la sua peculiarità?

Ho iniziato il mio percorso di specializzazione nell’atletica con i 1500 metri piani ma è nella specialità delle 3000 siepi che sento di aver trovato la mia vera dimensione. I primi anni, come spesso accade a tutti i ragazzi e le ragazze che si affacciano per la prima volta all’atletica, ho provato un po’ tutte le discipline: lancio del peso, vortex, gare di velocità e di resistenza. È stato il 2015 l’anno in cui finalmente iniziato a concentrarmi nelle specialità in cui io e il mio allenatore pensavamo potessi sfruttare al meglio le mie caratteristiche atletiche. La mia è una specialità che potremmo sicuramente definire molto faticosa e dispendiosa, tanto dal punto di vista fisico quanto da quello mentale. È necessario mantenere una concentrazione e una costanza prestazionale importante durante tutta la gara. Essendo distanze lunghe bisogna sapersi dosare nel modo giusto e, soprattutto, essere un po’ ecclettici: essere resistenti non basta. Anche la rapidità, di esecuzione e la capacità di sprigionare la propria velocità al momento giusto sono dei fondamentali importantissimi che in alcuni momenti della gara possono fare tutta la differenza tra una vittoria e una sconfitta.

Da quanto tempo pratichi questo sport e quali sono stati i tuoi traguardi più importanti? Ce li racconti?

Ho iniziato a praticare questo sport in prima media. Una mia carissima amica praticava già questo sport e mi invitò a provare con lei. Da lì è iniziata la mia carriera sportiva come atleta. Tra i miei traguardi più importanti non posso non citare la finale ottenuta all’Europeo Under 20 del 2017 a Grosseto. Un risultato che ancora oggi mi riempie d’orgoglio per il percorso con cui ho potuto conquistare quella finale ma che rappresenta anche una ferita tutt’ora aperta…

Quante ore ti alleni al giorno? Come è la tua giornata tipo? Normalmente cosa mangi?

Sto molto attenta all’alimentazione, praticamente da sempre. Ora che sto seguendo un processo di recupero per smaltire un brutto infortunio ancora di più. Cerco sempre di mantenere un equilibrio alimentare che mi permetta di mantenere alte le performance e adoperare ingredienti il più naturali e salutari possibili per gestire la mia dieta quotidiana. In generale comunque tutto ruota attorno alle mie sessioni di allenamento: le sessioni di forza, ad esempio, mi portano a spendere sicuramente molto di più dal punto di vista energetico rispetto alle sessioni di pura tecnica e di questo devo sicuramente tener conto nelle mi scelte alimentari quotidiane.

Quanta Spirulina prendi e in che modo?

La scoperta della Spriulina in questo senso per me è arrivata forse nel momento migliore. Cercavo infatti qualcosa che mi potesse offrire un sostegno importante sostituendo gli integratori a cui mi affidavo di solito e mi sono ritrovata a scoprire un prodotto non solo ottimo dal punto di vista nutrizionale ma anche gustoso e facile da inserire nei miei pasti di tutti i giorni. A colazione non mi faccio mancare mai la mia dose di Spirulina Livegreen in spaghettini nello yogurt e, a seconda dell’allenamento che svolgo, ho trovato molto utili le barrette energetiche, per ricaricare le energie.

La Spirulina ti piace perché…

La Spirulina mi piace perché è un alimento naturale che mi permette di ottenere con facilità dalla mia dieta quotidiana li stessi benefici che avrei ottenuto tramite altri integratori non naturali. Il sapore inoltre, pur particolare, è assolutamente gradevole e questo mi permette di utilizzare li spaghettini con estrema facilità all’interno della mia dieta quotidiana.

Qual è il ricordo sportivo che ti emoziona ancora adesso?

Ancora una volta devo rispondere l’Europeo U20 del 2017. Un ricordo emozionante ma anche particolarmente amaro a dire il vero. Ero arrivata li molto caria per la competizione, cominciavo ad acquisire sempre più confidenza nei miei mezzi e a superare l’ansia inizialmente provata con il salto all’ostacolo e le riviere. Alla prima batteria feci un ottimo risultato, finì la gara in10’ e 19’’, riuscendo così a conquistare una importantissima finale a cui purtroppo non ho potuto partecipare a causa di un improvviso attacco di febbre…un momento che ancora spero di poter vendicare!

Hai mai praticato altri sport?

In passato, nonostante i miei genitori non fossero troppo amanti dello sport, ho provato a fare pallavolo, basket, arti marziali e altre discipline. Con nessuno di questi sport però mi è mai scoccata la stessa scintilla che mi travolse sin dal primo allenamento fatto su una pista d’atletica.

Come è nata la tua passione per questo sport? Quando hai deciso che sarebbe diventata la tua vita?

Da piccola ero molto timida e quando ho praticato altri sport questo mi ha impedito spesso di sentirmi a mio agio con il contesto di squadra o di allenamento. Con l’atletica invece è stato diverso: sin da subito si è venuto a creare un gruppo fantastico con cui era un piacere stare insieme, anche fuori dal campo d’allenamento. Questo probabilmente ha accentuato il mio amore per questo sport, nato comunque sin dalle mie prime esperienze in pista. Per quanto riguarda la mia specialità notai sin da subito di essere molto mobile di anche e fisicamente portata per questa disciplina. L’altezza poi, che sino a quel momento sembrava potesse essere un problema, mi rende più facile saltare le riviere, diventando a tutti gli effetti un mio punto di forza. Ho vinto l’iniziale paura che mi metteva questa gara soprattutto grazie alla mia determinazione e la voglia di crederci sempre e adesso non ho alcun dubbio: questa è la mia strada.

Hai un aneddoto da raccontare alle giovani atlete che si vogliono avvicinare al tuo sport?

Quando ho iniziato a fare atletica non ero molto alta, purtroppo non c’è una linea dello sviluppo uguale per tutti, e questo avrebbe potuto rappresentare una penalizzazione importante. Se oggi posso dedicarmi con tutta questa convinzione a questo sport è grazie al mio allenatore: una persona con cui da subito ho creato un rapporto speciale e che ha puntato su di me nonostante le mie prime difficoltà fisiche. Questo mi ha insegnato sicuramente a credere tanto in me stessa, a convincermi che nulla è veramente impossibile se c’è l’impegno e, soprattutto, quanto sia importante circondarsi di persone determinate e appassionate quanto te per ottenere risultati importanti.

I tuoi prossimi progetti ed obiettivi quali sono? Ci sono delle gare, dei campionati o dei tornei a cui punti prossimamente?

Per il futuro ho sicuramente tanti progetti, a partire dal rimettermi al più presto per tornare a correre come prima (si sente dalla sua voce che le manca tantissimo correre). Più di ogni altra cosa però desidero tornare in pista, in particolare in quella pista. Desidero riprendere il mio percorso da dove si è momentaneamente interrotto e correre finalmente quella finale tanto sognata.

Un sogno sicuramente importante che una ragazza abituata a saltare in gara 35 volte un ostacolo alto 76 centimetri non potrà che coronare! In bocca al lupo campionessa!


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